Un’arte antica rinnovata ogni giorno

Un figlio d’arte ha la fortuna di essersi trovato accanto un grande maestro, che ha portato avanti la professione tramandata di padre in figlio, ma ha anche l’impegno di affrontare la sfida aggiungendo qualcosa di personale nell’arte di famiglia, perché nulla è scontato, ma tutto è conquistato giorno per giorno.  Ho imparato le tecniche antiche della forgiatura del ferro, la formatura a caldo, la modellatura, la fascettatura, la foratura, l’inchiodatura, la tempra e tanto altro. Ho imparato ad ascoltare la materia ed entrare in sintonia con lei, a sentirmi un tutt’uno col martello che è il principale attrezzo nel mio lavoro e a interagire con gli altri strumenti indispensabili: forgia, incudine, pinze, mole, lime, morse… Ho sperimentato altri materiali, come rame, ottone e bronzo e commistioni con vetro, legno, pietra, terracotta, carta, cuoio. Ho riprodotto oggetti antichi e tradizionali e ho restaurato oggetti originali, come chiavi, serrature, cancelli, armature. Ho creato oggetti più attuali e innovativi. Ho dato forma a oggetti di varie dimensioni per l’illuminazione, complementi d’arredo, arredi vari, letti, tavoli, sedie, etagere, cancelli, ringhiere, inferriate. Ho ascoltato l’arte che avevo dentro e che ho approfondito con gli studi. Ho imparato che essere un fabbro spesso è un lavoro duro, ma ogni volta ho gustato la soddisfazione di far uscire dalle mie mani un oggetto unico e irripetibile e di essermi impegnato ad interpretare e realizzare i gusti dei clienti.

Descrivi la tua professione, dando dettagli sui prodotti, i servizi, le competenze specifiche e il saper fare.

Un figlio d’arte ha la fortuna di essersi trovato accanto un grande maestro, che ha portato avanti la professione tramandata di padre in figlio, ma ha anche l’impegno di affrontare la sfida aggiungendo qualcosa di personale nell’arte di famiglia, perché nulla è scontato, ma tutto è conquistato giorno per giorno.  Ho imparato le tecniche antiche della forgiatura del ferro, la formatura a caldo, la modellatura, la fascettatura, la foratura, l’inchiodatura, la tempra e tanto altro. Ho imparato ad ascoltare la materia ed entrare in sintonia con lei, a sentirmi un tutt’uno col martello che è il principale attrezzo nel mio lavoro e a interagire con gli altri strumenti indispensabili: forgia, incudine, pinze, mole, lime, morse… Ho sperimentato altri materiali, come rame, ottone e bronzo e commistioni con vetro, legno, pietra, terracotta, carta, cuoio. Ho riprodotto oggetti antichi e tradizionali e ho restaurato oggetti originali, come chiavi, serrature, cancelli, armature. Ho creato oggetti più attuali e innovativi. Ho dato forma a oggetti di varie dimensioni per l’illuminazione, complementi d’arredo, arredi vari, letti, tavoli, sedie, etagere, cancelli, ringhiere, inferriate. Ho ascoltato l’arte che avevo dentro e che ho approfondito con gli studi. Ho imparato che essere un fabbro spesso è un lavoro duro, ma ogni volta ho gustato la soddisfazione di far uscire dalle mie mani un oggetto unico e irripetibile e di essermi impegnato ad interpretare e realizzare i gusti dei clienti.

Che materiali usi? Come e dove te li procuri?

Il materiale principale resta il ferro, che non è mai ferro puro ma acciaioso e che acquisto presso rivenditori specializzati sotto forma di barre di ferro pieno o tubolare, quadro, piatto o tondo, e profilati.  Spesso utilizzo rame, ottone o bronzo sotto forma di lastre, barre o tubi di varie dimensioni che mi procuro in rivendite apposite. Per le mie creazioni in cui ci sono particolari d’altro materiale, come vetro, legno, pietra, terracotta, carta o cuoio, in parte lo lavoro direttamente nella mia bottega, in parte mi affido a colleghi artigiani specializzati in queste lavorazioni.

Qual è il profilo tipico della tua clientela?

I miei clienti oggi sono principalmente persone appassionate della storia, che amano collezionare oggetti che si ispirano al passato, dalle armi agli accessori di vita quotidiana. Molti di loro amano addirittura riviverlo in prima persona e vestire i panni di un tempo, con cura particolare per tutto ciò che è il corredo di un uomo d’arme medievale, o anche d’altre epoche, ed io per loro realizzo abbigliamento e oggettistica. Spesso ho collaborato con Musei che mi hanno richiesto repliche storiche o restauri, tra gli altri anche il Borgo Medievale di Torino, nel quale è inserita la mia bottega artigiana. Da sempre collaboro con architetti e studi d’arredamento che mi commissionano oggetti su loro disegno per le diverse esigenze, ma non mancano privati che arrivano da me per vedere realizzate le loro idee.

A che età e in quali circostanze hai iniziato questo lavoro?

Conseguito il diploma artistico, mentre pensavo di intraprendere gli studi universitari in architettura, mio padre, per problemi di salute, ha avuto bisogno di un aiuto in bottega ed io l’ho affiancato. Col trascorrere del tempo ho percepito che in questo campo potevo esprimere la creatività e l’arte che sentivo dentro e ho accolto la sfida di farne la mia professione. Per alcuni anni mio padre ha continuato a lavorare con me e insieme abbiamo realizzato opere importanti, sino a quando è stato obbligato con grande rammarico a smettere di venire in bottega e io ho proseguito con tenacia.

Dove e per quanto tempo sei stato formato prima di essere pronto per iniziare la tua attività? In un istituto di formazione, con un artigiano o entrambi? Quale pensi sia il modo migliore per imparare il tuo lavoro oggi? Scuole, formazione con artigiani ...?

Oggi è molto complicato inserirsi nel mondo dell’artigianato artistico. Seguire un corso specifico sarebbe un buon inizio, ma sul territorio non si trovano scuole professionali che insegnino la lavorazione del ferro battuto. Molto importante è poter affiancare un artigiano esperto in officina e sperimentare giorno per giorno i progressi sotto gli occhi di una persona competente che il mestiere lo pratica da tempo e che oltre alle conoscenze e all’esperienza ha accumulato tanti trucchi del mestiere, come ho fatto io con  mio padre.

Descrivi le tecniche, gli strumenti e i materiali che usi nel tuo lavoro.

Le principali tecniche che uso nella lavorazione del ferro fanno parte di un repertorio antico: modellatura, forgiatura, fascettatura, foratura, inchiodatura, tempra. A volte si tratta di lavorazione a freddo, ma il più delle volte il ferro si lavora a caldo per rendere il metallo più malleabile. In questo caso per scaldare il metallo uso generalmente la forgia antica a carbone o, per piccole lavorazioni, un fornetto a gas. Indispensabile per forgiare e modellare è l’uso dell’incudine e di martelli, che variano di misura a seconda del tipo di lavoro da eseguire. Anche la morsa è un attrezzo necessario per tenere ancorati i pezzi durante la lavorazione. Pinze, lime, seghe, punteruoli, chiodi e ribattini, ed anche i più moderni trapani e saldatori, sono gli attrezzi maggiormente usati.

Che ruolo hanno "talento" e "creatività" nella tua professione?

Il talento e la creatività sono in parte doti innate e in parte acquisizioni che si apprendono col tempo. Ci vuole pazienza e umiltà. E l’arte che riesci a far uscire è insieme motore del tuo lavoro e appagamento per il tuo spirito.

E per quanto riguarda l'innovazione, quali sono i cambiamenti da quando hai iniziato? Utilizzi nuovi materiali, strumenti o processi nella produzione e nel marketing? Qual è l'impatto dell'innovazione sulla tua performance? Come potrebbe la tua professione essere ancora più innovativa?

L’innovazione passa soprattutto attraverso l’interpretazione delle nuove tendenze di design e del cambiamento dei gusti. Bisogna quindi saper adattare un materiale antico e lavorazioni tradizionali a linee moderne ed essenziali che si possano inserire nelle case di oggi. Alcune nuove tecnologie possono semplificare o velocizzare la produzione ma non devono snaturare la manualità e l’unicità che sta dietro ad ogni creazione. Inoltre è’ indispensabile oggi saper approfittare delle potenzialità dei social per condividere al massimo ciò che fai e aumentare la visibilità, ma non sempre la produzione lascia il tempo da dedicare a questo aspetto e spesso occorre delegare.

Qual è il modo migliore per imparare la tua professione?

Basi artistiche, documentazione, curiosità, esperienza diretta in bottega.

Qual è il tuo messaggio per le generazioni più giovani che vorrebbero scegliere la tua professione?

E’ una professione che offre diversi aspetti di specializzazione (coltelli, serrature, restauri, arredamento e persino la mascalcia) e chi si sente attratto da questo materiale può trovare la possibilità di esprimersi al meglio, ma come in tutti i lavori ci vuole molta pazienza, umiltà e dedizione.

Lascia un commento

Back to top