Come rendere muri e superfici unici..

Scritto da Diane Trenteseau.

Come primo servizio abbiamo scelto di raccontare il mestiere di pittore di dipinti murali e decoratore di superfici e di rivelarvi alcune sue particolarità e opportunità.

Scritto da Diane Trenteseau.

Come primo servizio abbiamo scelto di raccontare il mestiere di pittore di dipinti murali e di decoratore di superfici e di rivelarvi alcune sue particolarità e opportunità. Fra i numerosi pittori iscritti su Madineurope, abbiamo interrogato Dominique Trente, dalla Francia, che dipinge muri e mobili. Dall’altro lato della frontiera,in Belgio, ci siamo rivolti a Sylvie Van der Kelen artista e insegnante di finto marmo, finto legno, e a Jean Marc Collier, specialista dei trompe-l’oeil di grandi dimensioni. Dall’Inghilterra, abbiamo intervistato Paul Czainski, pittore murale e artista del trompe-l’oeil anche lui, e Alan Dodd, che riproduce quasi esclusivamente decori storici. Potrete scoprire molti altri pittori di pitture murali e di altre superfici su Madineurope,  seguendo questo link :  SUPERFICI E MURI DIPINTI .   

Dipinto murale o trompe-l’oeil. Come scegliere?

Paul Czainski sottolinea “una pittura murale è, come dice il termine stesso : una pittura, abbastanza grande, eseguita da un pittore su un muro… il soggetto, la materia o lo stile non hanno importanza ! Un trompe-l’oeil può essere di dimensioni diverse però DEVE sempre ingannare lo sguardo ! Un trompe-l’oeil funzionerà meglio con degli oggetti che hanno un pò di volume posati su una superficie qualunque : carta, spille, piume, penne, nastri, monete, insetti, pannelli…  Per Jean Marc Collier le cui opere coprono talvolta edifici di piu piani, il Trompe l’Oeil è soprattutto una prospettiva che invita lo spettatore in un mondo immaginario.

Chi si può permettere un pittore e decoratore?

JM CollierBeh… volete rendere unica una parete del soggiorno, della camera dei bambini, del bagno  una facciata esterna ? Allora il budget non dovrebbe essere un problema. Come Sylvie Van der Kelen spiega, e come altri sicuramente confermeranno, si puo far realizzare un dipinto murale a prezzi accessibili. Paul Czainski   aggiunge “se il lavoro m’interessa veramente ma il budget è ridotto, mi capita di accettarlo communque, perché conosco bene i clienti o ho con loro un rapporto di fiducia.”

Ma allora il prezzo ? Le pitture murali sono difficili da valutare. Secondo Alan Dodd “Questa è una bella domande, io valuto prima le ore di lavoro poi prendo le misure. Infine confronto i due elementi e vedo se coincidono”. Jean Marc Collier aggiunge una serie di variabili : la dimensione dello spazio di lavoro, la complessità del progetto, il tipo di supporto, la necessità d’impalcature, la preparazione del sito…

Quali sono i tipi di clienti e come interpretare le aspettative di un cliente ?  

A quanto pare, laclientela privata è meno numerosa in Inghilterra che sul continente, dove invece, secondo Jean Marc Collier e Dominique Trente  prevale il settore privato.

Poiché  i clienti hanno in genere delle idee fisse su quello che vogliono, spesso ispirate da qualcosa che hanno visto altrove, la missione del pittore è di “dirigerli verso un obiettivo più ampio e ricco di possibilità.” (Paul Czainski). Jean Marc Collier afferma che l’essenziale è  instaurare un dialogo con il cliente, il che non è sempre facilissimo all’inizio.    “L’ispirazione è soprattutto dettata dai desideri del cliente e dallo spazio nel quale si lavorerà. Se il cliente non ha un’ idea precisa di quello che vuole, il luogo e la personalità del cliente daranno spunti all’immaginazione…” (Jean Marc Collier).   “In genere, la prima cosa alla quale guardo è il tipo di edificio e lo stile di vita del cliente. Un pittore e decoratore dovrà semplificare queste informazioni. Le misure e i disegni arrivano dopo.” (Alan Dodd). “Provo sempre ad ispirarmi il più possibile dall’ambiente nel quale devo lavorare. Le mie creazioni sono in genere il risultato del mio amore per la cultura, dei miei viaggi, delle mie osservazioni quotidiane e della combinazione di tutti questi elementi fra di loro.” (Jean Marc Collier). Lo sfondo culturale è anche importantissimo per Alan Dodd, che si dedica principalmente alla rappresentazione di decori classici.

“Posso riprodurre fedelmente qualsiasi cosa i miei clienti desiderano, anche se devo ammettere che mi piacciono particolarmente i decori del settecento, specialmente quelli di Zuber. All’epoca, questo fabbricante si era specializzato nella carta da parati con soggetti panoramici, di cui conservano tuttora, i progetti di origine !” (Dominique Trente). Sylvie Van der Kelen e Dominique Trente, d’altra parte, sono pero piu spesso dedite alla riproduzione di finte materie come il marmo e il legno o alla creazione di patine, su superfici varie, pareti o mobili.  Anche queste pitture possono rendere un interno estremamente ricco e raffinato.

Ela crisi economica ?

Il settore sembra dipendere più dalle fluttuazioni del design che dalla congiuntura economica. Alan Dodd, per esempio, spiega che l’inizio del minimalismo negli anni 90 fu un periodo difficile che lo spinse a dirigersi verso dei lavori più particolari, spesso richiesti da i musei.

“La crisi ha avuto un effetto psicologico, perché la gente al giorno d’oggi s’immagina che la pittura decorativa è un lusso non necessario, mentre, in realtà, non si tratta di lusso, ma di rendere più gradevole, di restaurare o di aggiungere un ultimo tocco che in realtà molti si potrebbero  permettere.” (Sylvie Ven der Kelen)

Pittore e decoratore, un mestiere internazionale.

Jean Marc Collier, Paul Czainski e Alan Dodd hanno spesso viaggiato per il loro lavoro.  Paul Czainski spiega che un tempo molti dei suoi clienti erano in Francia e in Italia, mentre oggi la sua clientela è piuttosto basata negli Stati Uniti e in Inghilterra che rimane il suo principale cliente . Dominique Trente che invece viaggia soprattutto fra la Francia e il Belgio, spiega che è nel Sud della Francia che trova una clientela numerosa con dei bisogni molto diversficati.

Incroci di saper fare… dove artigiani incontrano artigiani.

Nell’esercitare il proprio lavoro, gli artigiani hanno spesso l’occasione di collaborare con altri artigiani. Ecco alcuni di questi incontri. Madineurope intende facilitare queste collaborazioni.
“Ho dovuto restaurare la facciata di una casa costruita all’inizio del ventesimo secolo. Ho chiamato la firma “Ligne de Chaux”, di Sébastien Rouland, che si è specializzata nella preparazione tradizionale della calce.” (Dominique Trente)
“Quando ho dovuto restaurare parte di una superficie, mi sono spesso affidato ad altri artigiani, come specialisti dello stucco, ebanisti,   fabbri… mi è capitato di partecipare al restauro di  pitture murali danneggiate da incendi o innondazioni ma non posso pretendere di essere un restauratore. E un mestiere completamente diverso.” (Jean Marc Collier)

E voi, siete attratti dai pennelli e dalla pittura? Eccovi alcune esperienze che potrebbero ispirare una nuova vocazione…

Quando Jean MAlan Doddarc Collier annunciò la sua intenzione di studiare l’arte, suo padre mostrò chiaramente il suo disappunto : “La pittura è un bel divertimento, però devi scegliere degli studi seri !” Jean Marc Collier opto’ dunque per il rigore e la disciplina della facoltà di ingenieria. La pittura venne da autodidatta. Egli aggiunge : “Quando si tratta di dipingere, imparare da se stessi non è un freno. Anzi, ho molta più fiducia nelle conoscienze acquisite grazie all’esperienza.”

Come molti professionisti Jean Marc Collier desidera tramandare il suo sapere alle generazioni future. Interrogato sui suoi studenti, Jean Marc Collier ha insistito sul fatto che non esiste un profilo tipo, e che solo la personalità e la motivazione contano. La porta è quindi aperta a chiunque sia motivato.  Quanto a Dominique Trente, il suo percorso è molto vario poiché aveva inizialmente deciso di insegnare l’arte. Frequentando la scuola Van der Kelen di Bruxelles si è poi specializzata nell’imitazione di legno e marmo. Dopodiché ha lavorato su scenografie teatrali, illustrazione, pubblicità e restauro di opere d’arte per poi dirigersi verso il suo mestiere attuale.  

Sylvie Van der Kelen, che oltre ad esercitare la sua professione da indipendente, ha ripreso in mano le redini della rinomatissima scuola dallo stesso nome e ci parla dei suoi studenti. “Ho avuto l’occasione di incontrare studenti del mondo intero. Fino’ ad’ ora, ho incontrato soprattutto dei francesi, però di recente vedo anche molti australiani e americani.  Nella nostra scuola insegnamo le tecniche  del dicianovesimo secolo adattandole al giorno d’oggi. Il design e l’arte contemporanea mostrano un rinnovato interesse per il passato e dobbiamo essere in grado di adattare i decori del passato ai gusti di oggi, mettendo da parte i vecchi pregiudizi sul “kitsch” o l’“antiquato”.

 

 

Questioni pratiche : tecniche e i materiali, tempi….

“I pennelli e la pittura sono la parte facile.” risponde Paul Czainski. “E essenziale conoscere i supporti cosi come capire le preparazioni, la mano di fondo, le vernici…”  Dominique Trente aggiunge “Conoscere i supporti non basta, bisogna anche adattarsi all’ ambiente nel quale si lavora. Le circostanze saranno diverse se si lavora dentro o fuori, su un muro o su un mobile.”  Anche se l’acrilico rimane il tipo di pittura più usata, certi ambienti richiedono altri prodotti. Per Alan Dodd, specialista dei soggetti storici, la pittura ad olio è molto importante, perché rimane facile da cancellare, mentre l’acrilico è difficile da togliere.

Esistono anche altri tipi di prodotti fra le pitture commerciali, i pigmenti naturali, o prodotti a base di madreperla, bronzo e alluminio. Paul Czainski fabbrica a volte la sua propria pittura grazie a dei pigmenti che si trovano naturalmente nello Yorkshire!

E sui tempi di realizzazione?  Naturalmente questi dipendono dalla dimensione e dalla  complessità del lavoro. Alan Dodd ci dice che, per una stanza di 3 metri su 3, per 4 pareti, soffitto ovale e porte, otto settimane furono sufficienti.  Paul Czainski realizza un dipinto su tela, in più o meno une settimana.

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